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Concerto
di Belcanto
60 Jahre Repubblica Italiana
vom 3. September 2006 17.00h im Stadtcasino Basel
Saluto di S.E. Pier Benedetto Francese
Ambasciatore d’Italia in Svizzera
Sessant’anni fa, il 2 giugno 1946, l’Italia usciva dalla tragedia della Seconda Guerra Mondiale, restituita alla dignità del consesso internazionale grazie al contributo dato alla Liberazione dalla Resistenza e da ampi settori delle Forze Armate, a fianco degli Alleati, ma duramente colpita nelle strutture e nell’economia. Quel giorno il popolo italiano scelse la forma di governo della Repubblica, dando avvio alla ricostruzione democratica del Paese. Nei decenni successivi l’Italia, grazie all’indiscusso valore civile e morale di tutti i suoi cittadini, ha saputo superare le mille difficoltà cui era confrontata, imponendosi tra gli anni Cinquanta e Sessanta quale protagonista di una straordinaria ripresa in tutti i settori: era l’Italia del boom economico, ma anche del grande cinema del Neorealismo, della creatività culturale, del dinamismo nei rapporti internazionali.
Quell’Italia fu promotrice della Comunità Economica Europea, nata proprio a Roma nel 1957 su iniziativa di sei originari Paesi membri e divenuta nel corso dei decenni l’Unione Europea di oggi, estesa a venticinque Stati. Quell’Italia, divenuta membro dell’Alleanza Atlantica nel 1949 e delle Nazioni Unite nel 1955, si è dimostrata col tempo uno degli attori più importanti sulla scena internazionale, facendosi promotrice nei consessi multilaterali di iniziative per la lotta alla povertà, per la promozione dello sviluppo, per la difesa della democrazia e dei diritti umani. Quell’Italia è entrata a far parte del gruppo dei Paesi più industrializzati nel 1975, allora come G6, oggi come G8.
In queste e altre conquiste civili, sociali e economiche del nostro Paese una parte non secondaria ha avuto la vasta collettività italiana residente all’estero, che ha saputo far giustizia di vecchi stereotipi e pregiudizi, imponendo un’immagine nuova dell’italiano, inteso non solo come lingua e arte ma anche come cultura sociale, facendosi apprezzare ovunque per le capacità professionali e per la volontà di integrazione mai disgiunta dalla conservazione e valorizzazione del patrimonio umano, linguistico e culturale dell’italianità: qualità sempre presenti nella comunità italiana in Svizzera e in particolare nella Circoscrizione di Basilea (Cantoni di Basilea Città, Basilea Campagna, Giura, Argovia e Soletta). Anche gli eccellenti e sempre costruttivi rapporti con le Autorità locali, cantonali e della Confederazione hanno favorito la crescita e l’integrazione della nostra collettività.
Quest’anno, insieme al sessantesimo anniversario della Repubblica, gli Italiani residenti in Svizzera, così come nel resto del mondo, possono celebrare il completamento del processo che li ha portati ad essere pieni attori della vita politica e istituzionale del proprio Paese. Per la prima volta, infatti sono stati in grado di esercitare il diritto di voto nelle elezioni politiche: si tratta di un ideale punto di arrivo del processo democratico avviato il 2 giugno di sessant’anni fa. Un punto di arrivo che deve costituire punto di partenza e trampolino di lancio per ulteriori conquiste e progressi.
La Repubblica Italiana
Costituzione della Repubblica Italiana
Articolo 1
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Articolo 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà
politica, economica e sociale.
Articolo 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e
sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Brevi cenni storici
25 aprile 1945 – Liberazione dell’Italia e conclusione sul territorio nazionale della Seconda Guerra
Mondiale.
21 giugno 1945 – Formazione del Governo Parri, il primo dopo la
Liberazione.
2 giugno 1946 – Proclamazione della Repubblica Italiana, a seguito del Referendum
istituzionale.
2 giugno 1946 – Elezione dell’Assemblea Costituente.
28 giugno 1946 – Nomina di Enrico De Nicola a Capo provvisorio dello Stato (il 1° gennaio 1948 assume il titolo di Presidente della
Repubblica).
15 luglio 1946 – Governo De Gasperi, il terzo dopo la Liberazione ma il primo dopo l’approvazione della
Repubblica.
10 aprile 1947 – Firma del Trattato di Pace di Parigi.
22 dicembre 1947 – Approvazione della Costituzione da parte dell’Assemblea
Costituente.
18 aprile 1948 – Prime elezioni politiche e inizio della prima Legislatura
repubblicana.
11 maggio 1948 – Elezione di Luigi Einaudi a Presidente della Repubblica.
23 maggio 1948 – Governo De Gasperi, il sesto dopo la Liberazione ma il primo della prima
Legislatura.
4 aprile 1949 – Firma del Trattato di Washington e adesione dell’Italia alla NATO.
14 dicembre 1955 – Ingresso dell’Italia nelle Nazioni Unite.
25 marzo 1957 – Firma del Trattato di Roma che istituisce la Comunità Economica Europea, di cui l’Italia è membro fondatore insieme a Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Paesi
Bassi.
15 novembre 1975 – Partecipando al Vertice di Rambouillet, l’Italia entra nel gruppo
dei Paesi più industrializzati del mondo (G6) con Stati Uniti, Giappone,
Germania, Regno Unito e Francia. L’inclusione del Canada nel 1977 crea il G7, divenuto poi nel 1997 G8 con la
Russia.
7 febbraio 1992 – Firma del Trattato di Maastricht sull’Unione Europea.
1° gennaio 2002 – Entrata in circolazione dell’Euro, che sostituisce la Lira
italiana.
29 ottobre 2004 – Firma a Roma della Costituzione per l’Europa.
Il Presidente della Repubblica
Costituzione della Repubblica Italiana
Articolo 87
Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità
nazionale.
Può inviare messaggi alle Camere.
Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione.
Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo.
Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.
Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione.
Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato.
Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l'autorizzazione delle Camere.
Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.
Presiede il Consiglio superiore della magistratura.
Può concedere grazia e commutare le pene.
Conferisce le onorificenze della Repubblica.
Articolo 88
Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.
Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della
legislatura.
I Presidenti della Repubblica
Enrico De Nicola, eletto Capo Provvisorio dello Stato dall’Assemblea Costituente il 28 giugno 1946, con 396 voti su 501 votanti. Il 1° gennaio 1948 assume la carica di Presidente della
Repubblica.
Luigi Einaudi, eletto l’11 maggio 1948 con 518 voti su 872 al 4°
scrutinio.
Giovanni Gronchi, eletto il 29 aprile 1955 con 658 voti su 833 al 4°
scrutinio.
Antonio Segni, eletto il 6 maggio 1962 con 443 voti su 842 al 9°
scrutinio.
Giuseppe Saragat, eletto il 28 dicembre 1964 con 646 voti su 937 al 21°
scrutinio.
Giovanni Leone, eletto il 14 dicembre 1971 con 518 voti su 996 al 23°
scrutinio.
Sandro Pertini, eletto l’8 luglio 1978 con 832 voti su 995 al 16°
scrutinio.
Francesco Cossiga, eletto il 24 giugno 1985 con 752 voti su 979 al 1°
scrutinio.
Oscar Luigi Scalfaro, eletto il 25 maggio 1992 con 672 voti su 1002 al 16°
scrutinio.
Carlo Azeglio Ciampi, eletto il 13 maggio 1999 con 707 voti su 990 al 1°
scrutinio.
Giorgio Napolitano, eletto il 10 maggio 2006 con 543 voti su 990 al 4°
scrutinio.
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